Il “complotto” dei complottisti

Il Post oggi ha pubblicato un interessante articolo sugli studi scientifici relativi al complottismo.
Le teorie del complotto hanno sempre un certo successo, anche quando replicano in modo patetico le stesse risposte per decine di eventi diversi o quando si contraddicono tra di loro. Il fatto che si commenta, tutto sommato, conta fino ad un certo punto, perché «una teoria del complotto non è tanto la risposta a un singolo evento, quanto l’espressione di una visione del mondo complessiva», come si cita nell’articolo. Ciò che conta è la continua conferma della Grande Idea, cioè che il mondo sia controllato da una forza totalitaria e misteriosa che assume ogni volta forme diverse: Bilderberg, Trilateral, Cia, Mossad, i “mercati finanziari” o gli “speculatori”, le case farmaceutiche, le multinazionali del petrolio, la lobby delle armi, la magistratura comunista ecc.ecc.

Alcuni complottisti discutono della sparatoria del 28 aprile davanti a Palazzo Chigi

Alcuni complottisti discutono della sparatoria del 28 aprile davanti a Palazzo Chigi

Il problema è che queste teorie, prosegue l’articolo, si coniugano spesso con un senso di impotenza che porta l’individuo a diffidare della possibilità di cambiare la realtà: d’altronde, come si potrebbe cambiare la realtà, se questa è dominata da forze oscure che controllano risorse economiche ingenti e se tutti i media principali tendono ad occultare la verità? Il complottismo porta, quindi, alla rassegnazione nei confronti dell’esistente.

La cosa più deprecabile è che questa forma di rassegnazione tende a sviare il discorso dalle questioni realmente importanti, su cui saremmo in grado di agire se ce lo facessero notare, a quelle infantili sull’uomo nero brutto e cattivo.
Così, invece di parlare della guerra in Iraq e di Guantanamo, non proprio due sciocchezzuole, il complottista preferisce perdere il suo tempo con strampalate teorie sull’attentato alle Torri Gemelle. Invece di interrogarsi sull’attuale crisi economica, sulle sue eventuali cause e le possibili soluzioni, il complottista preferisce parlare di Bilderberg e Trilateral, anche se non sono di certo i suoi componenti a dettare la linea ai governi.

In poche parole: non solo si elaborano delle teorie cervellotiche prive completamente di fondamento, ma si svia anche il discorso da questioni più serie. Chissà, magari anche loro fanno parte del Bilderberg e cercano di disinformare i cittadini!

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4 risposte a Il “complotto” dei complottisti

  1. Riccardo ha detto:

    E dire che basterebbe leggere “Il Pendolo di Foucault” per sviluppare gli anticorpi. Purtroppo il complottismo non si sconfigge con gli argomenti ma con la psichiatria, perché nasce da traumi individuali e serve a chi ne è “portatore” per giustificare i propri (solo supposti e spesso deformati) fallimenti esistenziali.

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  2. Giulia ha detto:

    Articolo molto semplicistico e banale : non sono complottista , ma questa ” caccia alle streghe ” ha stancato … per lungo tempo ho criticato il complottismo perchè avevo paura di informarmi su ciò che realmente dicevano queste teorie , poi sono andato oltre i pregiudizi e i soliti luoghi comuni ( tra l’altro ne è pieno l’articolo del Post e questo ) e riesco a districarmi e capire cosa c’è di plausibile e cosa no … saluti

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