Grasso e la medaglia al Cavaliere: facciamo chiarezza

Ieri Travaglio è tornato a parlare di Grasso, cercando, per l’ennesima volta, di dipingerlo come una sorta di politicante interessato solo a non scontentare nessuno.

E’ tipico del Travaglio degli ultimi tempi un certo modo di accusare personaggi delle istituzioni, senza citare fatti specifici o azioni realmente gravi che avrebbero compiuto, ma ricorrendo a semplici allusioni che non dicono nulla del personaggio di cui si  parla. Grasso, da qualche tempo, cioè [guarda caso] da quando la procura di Palermo ha dato inizio all’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, è diventato uno dei bersagli di questa strategia pseudo-giornalistica: sono noti i dissidi all’interno della magistratura palermitana tra un’ala più radicale [quella di Ingroia per intenderci] e una più moderata e Travaglio, che parteggia sfacciatamente per quella “ingroiana”, non si fa scrupoli a ritagliare i fatti secondo i propri comodi, pur di screditare la parte avversa.

Una delle accuse che Travaglio fa a Grasso, è quella di esser stato preferito dal governo Berlusconi nel ruolo di Procuratore Nazionale Antimafia, al posto del più “radicale” Gian Carlo Caselli. Spero capiate l’assurdità di questa accusa: che colpa ha Grasso se il governo Berlusconi ha cercato in tutti i modi di ostacolare Caselli? Nessuna. Lo scandalo delle leggi contra-personam, per sfavorire la candidatura di Caselli, non ha nulla a che fare con Grasso, ma semmai col governo di centro-destra. Ma fa comodo attaccare gratuitamente l’ex-Procuratore Nazionale Antimafia per poter delegittimare l’ala seria e coscienziosa della magistratura.

E’ per questo che, in modo del tutto allusivo, Travaglio cerca di far passare il messaggio che Grasso sia un berlusconiano o qualcosa di simile. A questa strategia si ricollega l’altra accusa che il giornalista fa al neo presidente del Senato: quella di aver proposto un premio antimafia per Berlusconi.

Qui trovate l’audio della puntata in questione della Zanzara. Ascoltatelo bene, così capirete come stanno le cose.
Anzitutto, è il conduttore della trasmissione ad avanzare la proposta, chiedendo a Grasso “assegniamo un premio speciale ad Alfano-Berlusconi?” e ripetendo più volte la domanda.
Risposta di Grasso: su questo lato sì [il riferimento è alle leggi che hanno facilitato il sequestro dei beni dei mafiosi]: in poche parole, su quel punto preciso Berlusconi ne ha azzeccata una. Sarebbe stato grave se Grasso l’avesse chiusa lì, ma non è così se continuate ad ascoltare.

Infatti Grasso ha proseguito, criticando il governo Berlusconi su molte altre cose: la mancanza di una legge anti-riciclaggio, di un provvedimento anti-corruzione e di un aggravamento dei reati fiscali.

Non so come la pensiate voi, ma non mi sembra che Grasso sia stato tenero col centrodestra. Credo anzi che abbia sottolineato alcune delle gravi mancanze che quel governo ha avuto sulla Giustizia. Attaccarlo dicendo che voleva dare un premio antimafia a Berlusconi è quindi ridicolo e pretestuoso.

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3 risposte a Grasso e la medaglia al Cavaliere: facciamo chiarezza

  1. Valentina Selmi ha detto:

    Quello che mi fa ridere è che Travaglio continui a darsi questa aria da giornalista d’assalto politicamente indipendente e che molti ne siano persino convinti. Inoltre è forte solo quando il suo bersaglio è assente, come ha dimostrato bene quell’infame puntata di Servizio Pubblico,e guarda caso sta rifiutando il confronto tv con Grasso.
    Circa la questione Berlusconi mi sto rendendo conto di un fenomeno che si spiega bene con una frase pronunciata da un mio professore: “Berlusconi ogni tanto dice anche delle cose con cui potrei essere d’accordo, ma io lo odio talmente tanto che allora no, è una stronzata a prescindere”. Lui l’aveva riferita alla separazione di carriera fra magistratura inquirente e giudicante, ma si potrebbe dire lo stesso della faccenda Grasso e confisca dei beni mafiosi. Il problema è che un professionista dell’informazione dovrebbe saper scindere il lato “personale” da quello obiettivo.

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    • ilsensocritico ha detto:

      Sono d’accordo con te. Se capisco perché Grasso non voleva il confronto a Servizio Pubblico, visto che voleva replicare subito e non dopo una settimana, ancora devo capire perché Travaglio rifiuti il confronto immediato.
      Su Berlusconi sono d’accordo: è talmente pessimo che, se per sbaglio ne azzecca una, uno non può dirlo altrimenti passa per berlusconiano. Anche per questo il berlusconismo sarebbe una pagina della nostra storia da archiviare prima possibile.

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