Casa[leggio] Pound Associati, ovvero il ritorno in azione di Giannini

Ha fatto notizia questo video in cui Beppe Grillo conversa amabilmente con un ragazzo di Casa Pound. In particolare, hanno destato scalpore alcune frasi del leader del Movimento Cinque Stelle:
– “Se uno di voi ha dei requisiti per entrare nel Movimento Cinque Stelle non ci sono dei problemi oggettivi per dire di no
– “Sembri un delegato del Movimento Cinque Stelle” rivolto al suo interlocutore, un noto membro di Casa Pound.

Alcuni sostenitori del comico genovese, come Andrea Scanzi e Jacopo Fo, anche se con accenti diversi, hanno criticato la leggerezza con cui Grillo e il suo movimento trattano la questione del rapporto con l’estrema destra.
In realtà non è la prima volta che il Movimento Cinque Stelle si segnala per il rapporto  ambiguo che ha con l’estrema destra:

  1. http://www.newnotizie.it/2011/05/bolzano-lista-grillo-casa-pound/ | M5S difende Casa Pound a Bolzano, 11-05-2011
  2. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/lascesa-forza-nuova-emilia-romagna-stelle-possiamo-negare-loro-piazze/189272/ | M5S difende Forza Nuova in Emilia Romagna, 06-02-2011
  3. http://www.youtube.com/watch?v=r4OMHpa1GNQ | M5S vota un ordine del giorno del PDL di solidarietà a Casa Pound, 09-12-2012
  4. http://www.mosaico-cem.it/articoli/il-m5s-vota-contro-il-giorno-della-memoria | il M5S vota contro i fondi per il Giorno della Memoria, 21-12-2012

Molti accusano i grillini di essere criptofascisti o qualcosa di simile. In realtà, Scanzi, auto-nominatosi “difensore d’ufficio” del comico genovese, ha ragione quando critica questa accusa. Grillo, da perfetto qualunquista, cerca di eliminare completamente la sfera politica nelle discussioni pubbliche. Non è fascista o antifascista, perché rifiuta di dare un senso a queste divisioni. Non è né di destra né di sinistra, perché rifiuta qualsiasi tipo di distinzione ideologica tra le persone. Questo modo di interpretare la politica, da parte di Grillo, ricorda il tentativo di Guglielmo Giannini di attaccare, nel Dopoguerra, fascisti e comunisti, attribuendo ad entrambi la stessa responsabilità della distruzione del paese durante il conflitto mondiale: non a caso, li definiva in maniera sprezzante “cameragni”, fondendo in una delle sue tante invenzioni linguistiche i termini “compagni” e “camerati”.
E’ una delle tante analogie esistenti tra Movimento Cinque Stelle e Movimento dell’Uomo Qualunque:

  • come Giannini, anche Grillo è un ex-uomo di spettacolo, passato in fretta dal palcoscenico teatrale a quello politico;
  • come Giannini, anche Grillo usa l’arma della storpiatura dei nomi degli avversari politici per denigrarli [Calamandrei-Caccamandrei; Salvatorelli-Servitorelli; Ferruccio Parri-Fessuccio Parri ecc.];
  • come Giannini, anche Grillo rifiuta le grandi ideologie politiche: il primo sintetizzava il concetto con la frase “che non ci rompano più i cordoni [i coglioni n.d.SC.]”, il secondo lo fa col più diretto “vaffanculo“;
  • in generale, non c’è una visione politica di ampio respiro come nei partiti tradizionali, non c’è una riflessione complessa sui mali della società e su come si possano risolvere: c’è più che altro un forte risentimento individualistico, soprattutto di natura emotiva, nei confronti della classe politica nel suo complesso. Non è la società che si ribella contro una classe dirigente corrotta e incapace, ma una somma di individui slegati tra loro che chiedono alla politica di farsi da parte e di lasciargli coltivare il proprio orticello personale. Era il punto centrale del movimento di Giannini, che propugnava una sorta di “stato amministrativo” [cito fedelmente le parole dell’ex-drammaturgo], in cui l’autorità pubblica si limitava alla gestione dell’ordinaria amministrazione: i famigerati treni in orario, ad esempio.
    Le grandi tematiche che riguardano la società nel suo insieme, come i diritti civili, il voto agli immigrati, la politica estera e di difesa, l’europeismo, la riforma degli enti locali ecc. non sono minimamente prese in considerazione.

Ecco, l’ultimo punto è il più importante secondo me. Grillo non propone un modello sociale fascista, anche se l’epurazione e la denigrazione dei dissidenti non sono di certo dei comportamenti democratici. Grillo propone un modello sociale frammentato, disgregato, atomizzato, in cui ogni individuo, se ha i famosi “requisiti”, può entrare nel movimento, anche se è fascista e potrà ritrovarsi in mezzo ai più rigorosi e dogmatici anti-fascisti. E’ apparentemente un non-senso, che è possibile capire solo se partiamo dal concetto di “stato amministrativo” che ho citato prima.

La politica, però, non è pura gestione dell’ordinaria amministrazione: è una riflessione sulla società in cui viviamo, sui suoi problemi più profondi e su come risolverli. Significa interrogarsi sui concetti di libertà ed uguaglianza e decidere come questi devono essere espressi. Significa anche confrontarsi in maniera appassionata e dividersi su questi temi. Significa, infine, fare i conti con l’evoluzione della società nel corso dei decenni, senza subirla passivamente, come invece rischierebbe di fare chi si limita alla gestione dell’ordinaria amministrazione: ad esempio, come affrontare la questione dei figli di immigrati nati in Italia? Hanno diritto alla cittadinanza oppure no? Grillo dice che è un falso problema, che serve a distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali. La politica invece deve interrogarsi su com’è cambiata la società italiana negli ultimi vent’anni e decidere se rafforza di più la coesione sociale estendere la cittadinanza sulla base dello Ius soli oppure non farlo. Un argomento troppo complesso da affrontare, o addirittura fuorviante, per chi ritiene di limitare la propria azione alla gestione dell’ordinario.
I limiti politici di una posizione simile sono evidenti. Ancora più evidente, a mio avviso, è che, con questi presupposti, il Movimento Cinque Stelle avrà vita molto breve esattamente come la ebbe a suo tempo il Movimento dell’Uomo Qualunque.

Annunci

Informazioni su ilsensocritico

La migliore qualità dell'uomo è il dubbio. Discutiamo insieme dei problemi della politica italiana
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Casa[leggio] Pound Associati, ovvero il ritorno in azione di Giannini

  1. ginetto ha detto:

    E pretendi pure di non essere insultato,nemmeno hai il coraggio di firmare l’articolo!

    Mi piace

    • ilsensocritico ha detto:

      Ciao, rispondo qui perché su blogspot non riesco a rispondere [problema con l’account WordPress].
      Ciao. Capisco l’ideale di Democrazia Diretta, ma ci sono due cose che non mi convincono, di un articolo comunque apprezzabile perché spiega in maniera molto chiara le idee del Movimento Cinque Stelle:
      1. Favia e Salsi hanno pagato anzitutto il mettere in discussione il leader Grillo. So che non siete d’accordo, ma è così, tant’è vero che la Salsi non si candiderà con nessun partito. Idem Tavolazzi
      2. Non mi convince la tua idea secondo cui oggi i cittadini, grazie all’istruzione, siano in grado di affrontare tutti i problemi. Oggi i problemi sono molto più complessi rispetto al passato, soprattutto in ambito economico. Molto spesso nemmeno i politici riescono a capirli in pieno, nonostante il grande numero di tecnici a disposizione. Per me i cittadini con la Democrazia Diretta riuscirebbero addirittura a far peggio. Ad es.: molti cittadini sono convinti che per risolvere il problema debito pubblico basterebbe stampare denaro a volontà: purtroppo non è così e i problemi che oggi ha l’Argentina lo conferma.
      Comunque sono opinioni personali, grazie per il link interessante che hai pubblicato 🙂

      Mi piace

  2. vittorinof ha detto:

    La frase “Non è la società che si ribella contro una classe dirigente corrotta e incapace, ma una somma di individui slegati tra loro che chiedono alla politica di farsi da parte e di lasciargli coltivare il proprio orticello personale.” è crudelmente vera, ma una cosa di cui si sentirebbe effettivamente il bisogno è che si facciano da parte quelli che fanno la “politica” senza sapere nulla delle cose di cui si occupano. Finché la Brambilla pretenderà di parlare di ricerca, gente che si è comprata la laurea di scuola e si useranno dieci ministeri dove ne serve uno, si avrà solo populismo. No alla “politica dal basso”, magari, perché anche a me sembra una figura retorica, ma di una politica che si occupi di cose che sa penso se ne senta davvero il bisogno.

    Mi piace

    • ilsensocritico ha detto:

      Non dico no alla politica dal basso, dico solo che la democrazia diretta non porta necessariamente a soluzioni ottime.
      Credo che col voto abbiamo la possibilità di far capire ai politici come la pensiamo, l’offerta è molto varia, basterebbe solo fare uno sforzo per non votare sempre le stesse persone

      Mi piace

  3. Compassione ha detto:

    Giannini e’ vissuto quando ancora il livello culturale medio degli italiani era molto piu’ basso dell’attuale e non c’era internet per informarsi e discutere. Molte decisioni politiche dovrebbero essere la sintesi delle posizioni di ciascun italiano non la visione di pochi partiti. Questo significa una societa’ piu’ lenta nell’evolversi ma sicuramente piu’ democratica dove ognuno ha il diritto e il dovere di partecipare alle decisioni politiche. La tensione verso questo tipo di societa’ penso sia l’unico modo per eliminare ogni forma di autoritarismo o totalitarismo. Questa penso sia (o mi piace pensare che sia) la visione del M5S, quindi profondamente antifascista e democratico.

    Mi piace

  4. Se possibile, ti spingerei a scrivere un post esaustivo come questo, sulla posizione espressa da Grillo nei confronti dei sindacati!

    Mi piace

    • ilsensocritico ha detto:

      Grazie del suggerimento. Intanto posso dirti che e’ una posizione che, a mio parere, conferma l’assunto del mio post: il fascismo non era affatto contrario all’esistenza dei sindacati perche’ proponeva un modello sociale di tipo corporativo …. ovviamente parliamo di sindacati “fascistizzati”.
      Chiedo scusa a te e agli altri lettori: scrivo poco sul blog perche’ cerco di limitarmi a post che mi sembrano interessanti 🙂

      Mi piace

  5. Immagino che tu debba essere ispirato 🙂 La mia opinione è che nel movimento, ci siano posizioni diversi sulla questione sindacati. Per salvare la faccia basterebbe dire che i sindacati così come sono non funzionano, cosa su cui sono d’accordo, e che ci immaginiamo un futuro migliore dove i lavoratori non hanno bisogno dei sindacati. Detta così è troppo superficiale e demagogica. E’ inimmaginabile che un lavoratore di un’azienda grande come la fiat, vada da solo a trattare con il suo datore di lavoro.

    Mi piace

  6. Colpevolmente pesco questo post con un mese di ritardo.
    Interessante l’accostamento di Grillo e Giannini, anche se non sono del tutto convinto del fatto che Grillo e il fascismo non si possano conciliare. Nello specifico mi riferisco al fascismo delle origini, quello del programma di San Sepolcro per capirci, sopratutto in ambito economico.
    Secondo me ci sono alcuni punti da aggiungere al ragionamento, che ribadisco essere interessante e largamente condivisibile.
    Grillo è figlio della situazione contingente. Mi spiego.
    In primo luogo buona parte del suo seguito si spiega grazie al fatto che la politica italiana è avariata da un pezzo. Non sono un sostenitore del “fanno tutti schifo”, “sono tutti ladri”, ma è innegabile che una fetta molto grande della classe politica abbia delle responsabilità. Queste responsabilità hanno, nei fatti, dato il là ad una rabbia crescente. Così, su due piedi, potrei affermare che una parte del linguaggio duro, vendicativo e feroce, usato da Grillo e dai suoi sostenitori, derivi proprio da questa rabbia.
    In secondo luogo esiste un contesto esterno alla questione meramente politica, quello della crisi economica. Su questo versante sposo l’opinione di Fabrizio Goria (http://www.intervistato.com/2012/10/intervistatocom-fabrizio-goria-fgoria.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+intervistatocom+%28Intervistato.com%29) che parla di “cambio di paradigma” piuttosto che di crisi. La verità è che nessuno sa come si esce da questo impasse. Su Linkiesta discutono spesso del fatto che non esistano, attualmente, visioni organiche di possibili sviluppi economici. Le grandi teorizzazioni che hanno accompagnato ‘800 e ‘900 sono un lontano ricordo, sia per inapplicabilità che per fallimenti intrinseci. In questo scoramento non esistono teorizzazioni, ragionate e competenti, alle quali riferirci. L’assenza di bussole e “visioni” si innesta nella situazione in cui si trova la gente. La paura e la stanchezza, richiedono a gran voce soluzioni facili e immediate.
    L’inconsistenza del programma economico dei Grillo (vedi Feltri sul Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/07/buio-nel-programma-di-grillo/491840/) ne è una diretta conseguenza (per la verità è un problema trasversale a tutti i partiti, o quasi).
    Oltre a tutto questo il M5S se da un lato rappresenta una sorta di “sfogatoio” per la rabbia anche comprensibile, dall’altro diventa una sorta di “prelato” che assolve le persone dicendo è “tutta colpa degli altri” e qui veniamo ad un’altra grande questione, la de-responsabilizzazione.
    Uno dei grandi lavori concettuali operati da Grillo&Casaleggio è quello di far credere che la colpa della situazione è tutta di altri: i politici, l’Euro, l’Unione Europea, le banche, ecc.. Questa visione sottende l’idea che in fondo la società civile è sempre migliore dei politici, è sempre sana e onesta. Purtroppo credo non sia vero. Ovviamente è migliore degli Scilipoti e dei Dell’Utri di turno, ma bastano pochi dati per renderci conto che ci sono delle responsabilità dirette. Tanto per citarne uno, l’evasione fiscale non la fanno solo 1000 deputati. B. ha governato per quasi vent’anni, non solo per inettitudine della sx, ma perché aveva i voti. Ha confezionato un modello di vita, l’ha proposto agli italiani che hanno gradito e l’hanno votato. In un certo senso Grillo compie un’operazione simile. Semplifico, forse eccessivamente, ma dice “non vi preoccupate è colpa di altri adesso li mandiamo via e torna il sole”. Forse uno degli antidoti a questi vent’anni sarebbe un po’ di amaro e sano realismo.
    Ultima cosa, Grillo e il rapporto con la rete. Se è vero che andrebbe analizzata l’influenza dell’azione di Casaleggio e dei suoi interessi (http://www.dirittodicritica.com/2013/02/09/la-verita-sui-conti-di-grillo-e-casaleggio-video/) va detto che Grillo e i suoi sostenitori sono un prodotto della rete. Nessuno nasconde potenzialità per una democrazia diretta ma il M5S ha preso, secondo me, alcuni dei vizzi peggiori di internet. Quel misto di complottismo e validità senza verifica, che finisce col veicolare i messaggi più bislacchi. Alcuni passaggi sono legati a visioni economiche complottiste che non relazionano con i fatti (Bce privata, e l’universo della Napoleoni per citarne due a caso). Il cancro curato col bicarbonato o le scie chimiche per dirne delle altre. L’errore di fondo è pensare che l’accesso alla rete, da solo, sia sintomo di conoscenza e cultura. Il vero problema è che in Italia non si è mai sviluppato un senso critico (e su questo ricade tutta la questione dell’incapacità dei grillini di confrontarsi in modo civile e argomentato). La rete dev’essere utilizzata con criterio e, appunto, con approccio critico.
    Mi scuso per il commento molto lungo, spero di non aver annoiato.

    Mi piace

    • ilsensocritico ha detto:

      Scusa il ritardo con cui rispondo, ho avuto una settimana piuttosto tormentata 😉
      Commento interessante e che condivido in pieno. Non nego che ci siano alcuni caratteri “fascistoidi” nel MoVimento, soprattutto per come Grillo lo sta governando. Credo però che esso si richiami più al Partito dell’Uomo Qualunque [l’individuo stritolato dallo stato ecc.], piuttosto che a quello fascista: tu stesso lo confermi,in qualche modo, quando rimarchi l’inesistenza a oggi di un’ideologia forte nel mondo, un elemento importante in un movimento fascista.
      Da un punto di vista della stabilità democratica del paese, che come saprai è piuttosto fragile da almeno vent’anni, io temo di più il DOPO elezioni: se, come credo, non ci sarà una maggioranza certa, la rabbia e la frustrazione dei cittadini potrebbe crescere ancora e non sappiamo cosa potrebbe accadere.

      Mi piace

  7. Pingback: Grillo, come il qualunquista Giannini | Contropiano

Commentate senza insultare

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...