Leghismo a Cinque Stelle

Da un po’ di tempo sto studiando l’evoluzione del Movimento di Beppe Grillo. Mi sembra che l’ex comico stia seguendo una strategia elettorale precisa: individua un’area geografico-amministrativa precisa e lì concentra tutti i suoi sforzi propagan-distici.
E’ successo a Parma, diventata ben presto la “piccola Stalingrado” grillina da difendere a tutti i costi [in realtà era da conquistare, mentre i sovietici dovevano difenderla Stalingrado, ma questo è un altro discorso…].
E’ successo anche per le elezioni in Sicilia, per le quali Grillo non solo si è inventato la nuotata sullo Stretto di Messina, ma si è anche reso protagonista di decine di comizi in tutta l’isola.

Ora sembra essere arrivato il momento della Lombardia e del Nord Italia. A febbraio non solo si terranno le elezioni regionali, ma la Lombardia assumerà un’importanza decisiva alle politiche, visto che è lì che il centrosinistra si giocherà la possibilità di avere la maggioranza anche al Senato [alla Camera sembra ormai certo che l’avrà].
Vista l’importanza che assumerà la Lombardia nelle prossime elezioni, Grillo e il suo Movimento hanno leggermente modificato la loro strategia propagandistica. Il programma resta quello di sempre [con pregi e molti difetti], e non mancano i soliti attacchi alla classe politica.

A colpire, però, è una maggiore attenzione per il mondo delle Piccole e Medie Imprese [PMI], elettorato tradizionale della Lega Nord e, in parte, di Forza Italia/PDL in Lombardia. Non a caso, in un suo post Grillo ha definito il piccolo imprenditore un “martire“, dedicandogli una sorta di copertina di Time con l’immagine di San Sebastiano trafitto dalle frecce. La retorica del post ricorda molto quella del leghismo delle origini, delle quote latte e dei piccoli imprenditori del Nord oppressi dalla casta di Roma ladrona.
A questo si aggiunge l’attività dei militanti, pronti, a quanto pare, a far proprie le richieste degli imprenditori: accesso al credito, pressione fiscale, infrastrutture, tariffe energetiche e rilancio degli investimenti privati e pubblici, strat up cominciano ad essere temi centrali nella campagna elettorale del Movimento che, non a caso, ha come riferimenti principali in Lombardia due ex-imprenditori, Flavio Firmo e Francesco Orrù. Restano i temi tradizionali, come il risparmio energetico e l’investimento nelle fonti rinnovabili, ma vengono adeguati alla mentalità imprenditoriale lombarda: il no alle Grandi Opere viene quindi concretizzato con la volontà di bloccare i lavori per le autostrade come la Pedemontana, a favore dello sviluppo di altre forme di trasporto, come quello ferroviario.
Come ha dimostrato il successo enorme che per anni ha avuto la Lega Nord in queste zone, i piccolo imprenditori sono persone molto concrete che rifiutano le forme “impaludate” della politica tradizionale, preferendo al contrario un tipo di politica molto più schietta, semplificata e, molto spesso, anche un po’ populista. La Lega Nord è però ormai in profonda crisi, dopo gli ultimi scandali che l’hanno colpita. Non mi stupirebbe, quindi, nel 2013 un discreto successo in Lombardia del Movimento Cinque Stelle, proprio a danno dei leghisti

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4 risposte a Leghismo a Cinque Stelle

  1. Edoardo Moreni ha detto:

    Mi piace la tua analisi e lo dico da aperto sostenitore del M5S. Però come tu stesso hai detto, dietro la scelta di parlare con gli imprenditore non c’è il grande guru e stregone casaleggio ed il grillo parlante, ma degli attivisti ex-imprenditori. Inoltre hai trascurate anche quello che succederà il 9 Gennaio: http://www.beppegrillo.it/2013/01/m5s_sicilia_i_s.html
    Qui non si tratta di imitare la lega o di andare a prendersi più voti, ma di riportare l’interesse della politica nei cittadini e renderli partecipi della cosa pubblica. Il M5S nasce per questo e morirà per questo.

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    • ilsensocritico ha detto:

      Anche la Lega aveva un forte contatto col “territorio”, cioè con piccoli e medi imprenditori del nord, artigiani e commercianti. Anche una certa retorica populista [tipo la battaglia contro Equitalia], a mio avviso, ricorda un po’ quella della Lega. Questo intendevo quando accostavo il vostro Movimento alla Lega, altre cose per fortuna non ci sono [penso a personaggi come Borghezio, Gentilini con le loro tematiche razziste]. Il post che citi l’ho segnalato qua, hai fatto bene a citarlo.
      Grazie del tuo intervento.

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  2. Lorenzo Tondi ha detto:

    Un successo del 5 stelle a scapito della lega sarebbe un enorme favore al pd, raddoppiato se avvenisse anche in veneto. Il risultato sarebbe una maggioranza bulgara anche al senato

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    • ilsensocritico ha detto:

      Sono d’accordo con te e aggiungo che non mi sembra una pessima prospettiva, anche se ho molti dubbi sul PD: in un colpo solo si otterrebbe un ridimensionamento della Lega Nord e si scongiurerebbe il rischio di un nuovo governo tecnico.
      Visti gli sviluppi della coalizione di Monti, credo che l’ex commissario europeo sarebbe più utile come “stampella” di un governo Bersani, che come presidente del Consiglio.

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