Due cose sulle primarie

Dopo la mirabolante vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie di coalizione, mi son venute in mente un paio di questioni su cui, secondo me, sarebbe necessario discutere su come si svolgono le primarie nel nostro paese.

1. Nel 2013 ci saranno, a quanto pare, le primarie per il segretario PD [e Pippo Civati ha già annunziato la sua candidatura]. Mi chiedo: non sarebbe stato meglio fare le primarie PD subito prima di quelle di coalizione, anziché dopo? Secondo me è ridicolo fare il contrario: se l’anno prossimo diventasse segretario del PD, cioè del partito del probabile premier in carica, un avversario di Bersani [Renzi? Reggi? qualunque tipo di renziano?], secondo me si correrebbe il rischio di spaccare il partito e di indebolire la leadership di Bersani nella coalizione di governo. Tutto ciò, dopo pochi mesi [due? tre?] dall’inizio della nuova legislatura, che si preannuncia ricca di difficoltà e che richiederà una leadership forte di Bersani nel suo partito.
Se invece si facesse come dico io, il problema non si porrebbe: Bersani sarebbe stato già rieletto segretario PD e almeno fino al 2016 non avrebbe avuto problemi di questo tipo. Non conta che si sia voluto permettere a Renzi e Puppato di partecipare alle primarie, perché le elezioni per il segretario si sarebbero comunque tenute subito dopo le politiche e il discorso non sarebbe cambiato.
Siccome mi sembra un errore ridicolo, vorrei fare due proposte, una per l’immediato e una per il futuro. Per l’immediato proporrei di posticipare le elezioni a segretario PD di un paio d’anni [almeno al 2015 direi], con il consenso degli iscritti al PD ovviamente. Per il futuro, invece, proporrei di distinguere fra primarie del PD e primarie di coalizione: le prime dovrebbero essere aperte solo agli iscritti al partito ed avvenire in modo automatico prima delle primarie di coalizione, tornando al principio che il partito avrebbe, come unico candidato, il proprio segretario; le seconde dovrebbero essere aperte a tutti i cittadini ed avvenire subito dopo le primarie del PD. Si ridurrebbero i disagi dei cittadini, che non dovrebbero partecipare due volte in breve tempo ad elezioni di questo tipo, e soprattutto si eviterebbe di delegittimare in qualche modo il capo di governo subito dopo le elezioni politiche.

2. Proporrei altresì la stessa formula anche per le elezioni negli enti locali, facendo in modo di accorpare le primarie per le elezioni nazionali a quelle per le elezioni per gli enti locali immediatamente vicine: per fare un esempio, alle primarie nazionali di quest’anno avrei accorpato le primarie per le regionali del 2013. Questo per due ragioni evidenti:

  • anzitutto, non capisco perché in Lombardia faranno le primarie e nel Lazio invece no: noi siamo troppo scemi per aver diritto alle primarie? Oppure Zingaretti è talmente perfetto che non si può discutere?
    Ecco quindi che avremmo una regola certa sulle primarie e le potremo fare ovunque, non dove vogliono i burocrati del partito;
  • in secondo luogo, eviteremmo di creare un disagio ai cittadini che, nel caso della Lombardia ad esempio, rischiano di votare almeno tre volte per le primarie in un breve spazio di tempo [due turni per quelle nazionali, almeno uno per quelle regionali].

Attendo risposte in merito da qualcheduno del Partito Democratico.

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2 risposte a Due cose sulle primarie

  1. giovanni ha detto:

    Il tuo ragionamento è giusto,ma siccome Bersani non si ricandiderà alla segreteria del partito,alme
    no cosi ha detto ,mi sembra giusto cosi.Per quanto riguarda le primarie regionali ritengo giusto farle se ce più di un candidato

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    • ilsensocritico ha detto:

      Sì, non discuto la scelta di Bersani. Dicevo semplicemente che sarebbe rischioso per il governo di centrosinistra avere un segretario PD che propone un programma diverso da quello di Bersani.
      Te lo immagini cosa accadrebbe se un “renziano” diventasse segretario, dopo aver proposto un PD a vocazione maggioritaria che rinuncia alle alleanze nel frattempo fatte da Bersani?
      Per questo proponeva una specie di norma transitoria: se Bersani non può fare il segretario in contemporanea col ruolo di presidente del Consiglio, può delegare il suo vice-segretario per la gestione del partito e nel frattempo si possono posticipare le primarie di un paio d’anni.

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