Perché voterò per Renzi

L’idea base di questo blog, per cui ho scelto non a caso il nome Il senso critico, è quella di affrontare in modo critico le cose, coltivando l’arte del dubbio e cercando di evitare atteggiamenti da tifoso di calcio. Per quale motivo, quindi, scrivere un post come questo?

Premettiamo anzitutto che non è un’adesione incondizionata: la mia adesione è, infatti, alquanto ricca di dubbi perché non credo nei salvatori della patria.  Questo post non sarà quindi un elogio sperticato del sindaco di Firenze, ma un tentativo di analizzare pregi e difetti dell’ex-rottamatore e di spiegare il perché ho deciso di votarlo.

In passato ho già affrontato il tema commentando i 100 punti della Leopolda, su cui ho scritto diversi post all’epoca [questo, questo, questo e questo]. A differenza di molti critici di Renzi, io i 100 punti li ho letti tutti e ne ho tratto la conclusione che il progetto originario di Renzi avesse punti condivisibili, altri meno condivisibili e altri troppo generici. Di liberista poco o nulla, salvo l’adesione alla proposta Ichino di riforma del mercato del lavoro. L’accusa di essere un liberista, anche quando il rottamatore appoggia una proposta di un senatore PD, è secondo me tipica di un vecchio modo di pensare la sinistra, che punta a sfruttare il riflesso incondizionato di gran parte del suo elettorato al solo sentir pronunciare quel termine: liberismo. Non si ragiona più nel merito delle questioni, se siano giuste o sbagliate: si accusa l’altro di liberismo e si evita qualsiasi tipo di discussione e/o riflessione. Magari l’avversario ha fatto delle proposte generiche ma giuste, ma si butta tutto nel calderone del liberismo per evitare qualsiasi dibattito, in modo tale da ingannare l’elettorato ingenuo. Quali sono quindi i motivi per cui dovremmo votare Renzi?

  1. Anzitutto, un rifiuto totale delle vecchie logiche che hanno animato a lungo la Seconda Repubblica, per cui si fanno accuse generiche all’avversario buttando fumo negli occhi degli elettori. Dalla polemica ridicola sulle isole Cayman, prontamente sbugiardata da Fabio Scacciavillani, alle polemiche del pessimo Fassina, che un giorno accusa Renzi di essere berlusconiano e il giorno dopo lo accusa di copiare il programma del PD, senza dimenticare la già citata accusa di liberismo [ma non era Bersani quello delle liberalizzazioni?], è chiaro che lo staff di Bersani propone la solita sterile ricetta perseguita dal centrosinistra negli ultimi 20 anni: fuggire dai contenuti puntando tutto sulla demonizzazione dell’avversario. Gli elettori, alla fine, si convincono di dover contrastare Renzi ma non sanno nemmeno perché. Ecco, fuggiamo quindi dal tranello dei bersaniani e cerchiamo di discutere nel merito. Quindi NO A CHI FA ACCUSE INUTILI E IMMOTIVATE.
  2. Di motivi per contrastare la vecchia guardia, invece, ne abbiamo molti, visto che per vent’anni non è stata in grado di offrire un’alternativa valida al berlusconismo e ci ha condannato al disastro che viviamo ora. Quando Renzi si propone di rottamare la vecchia classe dirigente, ha quindi ragione: se per vent’anni ci offri solo coalizioni eterogenee e litigiose che riescono solo a far guadagnare voti a Berlusconi, allora è meglio se ti fai da parte. Quindi SI’ ALLA ROTTAMAZIONE.
  3. Matteo Renzi, tra mille difetti, ha però il pregio di ricercare il contributo proveniente dal basso. I 100 punti della Leopolda ad esempio, per tutti quelli che lo ignorano perché danno retta a Fassina, erano una serie di proposte fatte anche da semplici cittadini, successivamente discusse via web. E la stessa logica domina la campagna per le primarie, con “la proposta più importante”. Quindi SI’ AD UN RUOLO PIU’ ATTIVO DEI CITTADINI.
  4. Il programma di Renzi risulta, come tutti i programmi dei politici, piuttosto generico in alcuni punti o fa proposte dalla dubbia utilità, come nel caso della riforma del fisco. Altri punti sono migliori e condivisibili, come la semplificazione burocratica, la riforma della giustizia [vedi link precedente],  le proposte per la crescita [ma il riferimento alla raccolta delle acque va chiarito, visto il referendum sull’acqua pubblica; per il resto, proposte ottime che condivido appieno]. Si tratta di proposte su cui sono pienamente d’accordo.
  5. Sono solo parzialmente d’accordo su altre proposte, come la riforma del welfare [bene la flexsecurity, ma il resto sembra un po’ fumoso] e le promesse del rilancio [bene l’abbattimento del debito, con dati attendibili e simili a quelli di Fermare il Declino, e bene anche l’unificazione delle agenzie per la lotta all’evasione; meno bene la parte sui taglia, ma solo perché mi sembra molto ottimistica sulle cifre, che sono roboanti].

Il programma è sensato. Non ci trovo nulla di liberista, eccetto la flexsecurity: ma la flexsecurity vigente nei paesi scandinavi mi sembra che tuteli meglio i diritti dei lavoratori rispetto al sistema sociale italiano.
Per questo voterò Renzi alle primarie. La mia adesione, però, non è a scatola chiusa: un conto sono le parole, che io trovo spesso bellissime nei discorsi di Renzi, un conto sono i fatti. Vedremo quindi cosa combinerà il “rottamatore” nel caso in cui dovesse vincere le primarie. Per il momento, mi accontento delle parole e lo voterò alle Primarie.

Aggiornamento [27-10-2012, h. 16:30]: per arricchire la discussione, vi posto qui il mio commento a quest’altro post pubblicato su Globalist.it. Ringrazio Enzo Puro per avermi linkato il suo articolo.

1.Sulle primarie dimentica che non esisteva alcun albo per le primarie che hanno eletto Prodi e poi Veltroni come candidati presidenti del Consiglio. Perché farlo ora?
2. Io credo che la funzione delle primarie sia quello di aprirsi il più possibile all’elettorato: porsi l’obiettivo di sottrarre voti al PDL, in questo senso, è utile al PD per guadagnare voti, crescere nei consensi, diventare più forte e poter cambiare il paese. Rinchiudersi nel proprio orticello, in cui solo i cgil-lini possono votare, mi sembrerebbe riduttivo
3. La funzione del PD sarebbe quella di operare una sintesi tra componente cattolico-liberale e componente socialdemocratica. A mio parere Renzi è quello che riesce meglio di tutti ad amalgamare le due anime del partito, mentre Bersani fa prevalere nettamente la componente socialdemocratica. Sono entrambe due visioni legittime all’interno di un partito che ha il 30% nei sondaggi, ma perché solo il primo è considerato un problema?
4. Renzi ha sempre detto che, in caso di sconfitta, sosterrà lealmente la candidatura del vincitore; Massimo D’Alema, per dirne uno, ha invece detto che se dovesse vincere Matteo Renzi gli farà la guerra. Chi dei due crea più problemi al PD?

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5 risposte a Perché voterò per Renzi

  1. Paolo ha detto:

    Complimenti…concordo in tutto e per tutto

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  2. Andrea Avogadro ha detto:

    concordo anch’io …

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  3. Pingback: Si va: ecco per chi voterò | Il senso critico

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