Appello per le primarie

Ho deciso di andare a votare alle primarie organizzate dal centrosinistra [ricordiamo che partecipano anche Nichi Vendola e Bruno Tabacci, che non sono del PD]. Per il momento sono orientato sul voto a Matteo Renzi, ma non è ancora una decisione definitiva e ne parlerò meglio in un prossimo post. Oggi vorrei parlare delle primarie in quanto tali.

Le primarie sono una grande occasione di rinnovamento. L’Italia è al collasso politico, economico, sociale e culturale e le primarie sono un’occasione per ritrovare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei politici. Il Partito Democratico ha quindi avuto il merito di una decisione coraggiosa: rimettersi in discussione offrendo agli elettori la possibilità di scegliere per il proprio futuro.

Peccato che, come da tradizione per la sinistra della Seconda Repubblica, un gesto di coraggio sia seguito da due clamorosi auto-gol: la segreteria di Bersani, lungimirante nel modificare lo statuto PD per permettere a Renzi di partecipare, si rimangia tutto creando un regolamento per le primarie assurdo, fatto apposta per rendere difficoltosa la partecipazione degli elettori alle votazioni; poi Renzi ha deciso di puntare tutto sull’attacco frontale a Bersani, prima insistendo con la rottamazione,  poi con un inutile ricorso al garante della Privacy sulla questione dell’albo degli elettori delle Primarie.

A tutto ciò si sono aggiunte, poi, delle inutili discussione su twitter tra membri dei due staff e account fake creati da sostenitori dei due candidati o su eventuali gaffe di Alessandra Moretti sulle regole di voto.

Niente sul programma, come invece avviene nelle primarie americane: invece di parlare di lavoro, tasse, welfare, debito pubblico, politiche ambientali, economia ecc.ecc. si perde tempo a cianciare come bambine pettegole. Questo avviene mentre, con grande opportunismo, Berlusconi prende tutti in contropiede e annuncia l’abbandono della politica e le primarie del centrodestra.

Come già scritto in altre occasioni [qui, qui, qui e qui ad esempio], la classe politica italiana, e in particolare quella di centrosinistra [è la mia area di riferimento e per questo sono più duro con i suoi esponenti], si dimostra per l’ennesima volta irresponsabile e persino infantile. Sarebbe auspicabile, quindi, che si cominciasse finalmente a parlare di proposte programmatiche e progetti per il futuro, anziché continuare con l’inutile cagnara.

Mi spiace che in un contesto così deprimente una come Laura Puppato, l’unica che si sforza di parlare di programmi, non riesca nemmeno a trovare le firme necessarie per il sostegno alla sua candidatura.

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