Chiariamo sugli “indignados” del calcio

Vengo meno per la seconda volta consecutiva al mio fioretto sul calcio. Lo faccio, però, perché sinceramente mi son rotto le scatole degli “indignados” del calcio.

Non discuto tanto la critica secondo cui in Italia diamo troppa importanza al calcio, perché è una critica che, da appassionato, condivido al 100%. E’ molto triste dirlo, ma il calcio è diventato un surrogato della guerra: oggi che la guerra non esercita più alcun fascino su quasi nessuno della popolazione maschile, molti cercano di sfogare la propria frustrazione e la propria sete di violenza col calcio.
Il calcio è anche, per molti, un surrogato della religione o dell’ideologia politica: prima si credeva ciecamente in un dio o in un ideale politico, oggi molti riversano una fede cieca e barbarica sul calcio. Il calcio, almeno in Italia, è ormai una fede oscurantista che porta ad odiare visceralmente l’avversario, una fede talmente cieca da vedere nell’avversario un male assoluto e nella propria squadra un bene da proteggere contro tutto e tutti: se a te regalano un rigore inesistente, sei un ladro che ha rubato la partita; se lo regalano a me, o mi invento uno strano motivo per cui il rigore è netto o vaneggio di precedenti torti arbitrali che compensano ampiamente l’errore a mio favore.
Se a ciò aggiungiamo che in Italia il calcio è soprattutto moviola e polemiche inutili, capirete perché, pur essendone un grande appassionato, preferisca non parlarne in questo blog, dove, tra mille limiti oggettivi che ho, vorrei discutere in maniera seria e razionale delle cose che mi passano per la testa.

Due cose però, tra le tante che sono circolate a proposito di questi Europei, mi hanno dato molto fastidio.

Fig. 1 – I rivoluzionari da tastiera sono sempre in agguato

Una è la solita polemicuzza stantia e infantile da “rivoluzionari da tastiera“. I rivoluzionari da tastiera sono quelli che non muovono mai le chiappe per cambiare le cose nel nostro paese, però il tempo di pubblicare un commentucolo qualunquista su Facebook lo trovano sempre. Secondo questi pachidermi immobili, siamo tutti dei cretini. perché il calcio è un modo con cui chi governa ci annebbia le idee, non facendoci pensare ai corrotti, alla crisi economica, alle tasse ecc.ecc.
Il caso tipico lo vedete nella figura 1, uno dei tanti link inutili che potete trovare sul più popolare dei social network. Ora, va bene che siamo scemi, ma pensate davvero che ci bastino 90 minuti di calcio per dimenticarci della riforma Fornero?
E’ un po’ lo stesso atteggiamento che porta Marco Travaglio a farci sapere, anche se in realtà non ce ne frega nulla, che avrebbe tifato contro l’Italia in questi Europei di calcio. Secondo Travaglio, vincere gli Europei significherebbe cancellare il calcio-scommesse e dimenticarsi degli altri problemi del calcio italiano. Ma perché? Chi lo dice? Nel 2006 abbiamo vinto il Mondiale, ma non mi sembra che ci siamo dimenticati di Calciopoli.
E quindi? E quindi nulla, ma i rivoluzionari da tastiera vedono ovunque volontà oscure di cancellare i problemi del paese, con le solite frasette di circostanza: “finirebbe tutto a tarallucci e vino” [per chi non lo sapesse, è un modo di dire per cui chi è sotto accusa alla fine riesce a farla franca col beneplacito di tutti, noi minchioni compresi], “come al solito, tutto deve cambiare affinché non cambi nulla” [la solita ripetitiva citazione dal Gattopardo], “invece di scendere in piazza per fare la rivoluzione gli italiani scendono in piazza per il calcio“, e il classico dei classici, “panem et circenses” [ci si riferisce al fatto che gli imperatori dell’Antica Roma, concedendo al popolo di assistere agli spettacoli negli anfiteatri, se ne assicuravano il consenso] ecc.
Sono 90 minuti di una banalissima partita di calcio a cancellare lo schifo di chi si vende le partite, come Carobbio che, un momento dopo aver confessato le sue nefandezze, sostiene “di aver sempre fatto con serietà il suo mestiere”? Pensate davvero che ci basterebbe vedere la Nazionale vincere gli Europei per dimenticarci della vergogna degli esodati? E pensate che i telegiornali, i quotidiani ecc. non ne parlerebbero più? Se così fosse, non dovremmo lamentarci di nulla, ognuno ha quel che si merita e se al paese bastasse una partituzza per dimenticare i propri problemi, si meriterebbe di esser lasciato cadere nell’abisso.
In realtà non è così. Siamo scemi, ma il calcio è solo un passatempo, almeno per alcuni di noi, e in quanto tale non ci fa dimenticare i nostri problemi: ce li fa mettere da parte solo per 90 minuti, tutto qua. O dobbiamo vivere nell’angoscia, a proposito del nostro futuro, 24 ore su 24?

Un’altra cosa che mi ha dato fastidio, è stata la polemica sulla strage dei cani in Ucraina, di cui in figura 2 vedete un truculento manifesto propagandistico.

Fig. 2 – Il popolino non dorme al pensiero dei poveri cani ucraini

Ne è nata persino una fantasiosa campagna di boicottaggio degli Europei, propagandata in rete da una serie di gruppi Facebook come questo. Ora, non ho nulla contro gli animalisti, e sicuramente esisteranno modi migliori per risolvere il problema dei randagi. Trovo però infantile il modo di trattare la questione, come se si stesse parlando di diritti umani: addirittura, qualcuno ha chiesto alla Nazionale italiana di scendere in campo col lutto al braccio per protesta!
E dire che di motivi per criticare l’Ucraina, molto più importanti di quello dei cani, non ne mancano affatto in questi giorni. Purtroppo per lei, però, la Timoshenko non ha il “musetto” grazioso come quello di un barboncino.

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La migliore qualità dell'uomo è il dubbio. Discutiamo insieme dei problemi della politica italiana
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2 risposte a Chiariamo sugli “indignados” del calcio

  1. Pingback: link vari « johannabackhome

  2. cap catania ha detto:

    Informazioni utili.

    Buon articolo.
    Pirlo

    Mi piace

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