Monti e i ricatti

Approvata la manovra, primo provvedimento del suo governo, Monti è entrato finalmente nel calderone della politica, quello in cui non contano più le vuote parole degli specialisti, ma conta solo la concretezza dei politici di professione. A parole, infatti, chiunque di noi ha delle critiche ragionevoli da fare al provvedimento: nei fatti, poi, ti devi scontrare con la dura realtà.
Qual è la realtà? La realtà è che pretendiamo, da un governo in carica da 17 giorni, che risolva immediatamente annosi problemi che i partiti si sono ben guardati negli ultimi 17 anni di risolvere.

Pretendiamo da Monti che dia una corposa sforbiciata ai privilegi della Casta, quando negli ultimi 20 anni nulla è stato fatto da chi l’ha preceduto al governo. Il PD ha votato contro l’abolizione delle province, ma cosa ha fatto per una loro razionalizzazione? Cosa ha fatto per limitare il numero di consiglieri regionali, provinciali, comunali, per ridurne le cospicue indennità? E sulle auto blu?

Pretendiamo da Monti che non svenda le frequenze radio-televisive, ma cosa hanno fatto gli altri partiti [PD, IdV e tutto il resto], quando sono stati al governo, per il settore radio-televisivo? Hanno privatizzato la RAI o hanno preferito occuparla anche loro? Hanno aperto il mercato per far crescere il pluralismo in questo settore, o hanno lasciato tutto così com’era? Antonio Di Pietro sospetta che dietro questo mancato intervento ci sia un ‘accordo illecito’ tra Monti e Berlusconi: ma allora perché si vuole alleare col PD, che 15 anni fa [quando era ancora diviso in PPI e DS] promise a Berlusconi di non toccare le sue aziende, non facendo MAI alcuna legge di riforma del sistema radio-televisivo, né alcuna legge sul conflitto d’interessi?

Pensioni? La riforma risulta iniqua, ma qualcuno gentilmente vorrebbe ricordare alla Lega il famigerato ‘scalone Maroni’ approvato tra 2001 e 2006 dal loro ministro preferito? Qualcuno se la sente di ricordare a Di Pietro, Bersani & compagnia cantante che senza il passo indietro fatto da loro nel 2008 [da 60 anni previsti dalla riforma Maroni a 58 anni] la riforma di oggi sarebbe stata meno pesante?

Lotta all’evasione fiscale: se fosse così importante, perché far cadere il governo che la combatteva, ritenuto dalla sinistra radicale ‘peggiore del governo Berlusconi’?

E’ davvero strano vedere gente come Massimo Giannini criticare così questa manovra, quando elogiò IL NULLA del programma dell’Unione nel 2006 in quest’altro modo.

Sembra quasi che sia in atto un’invasione di alieni, come dice Civati nel suo blog a proposito del già citato Roberto Maroni: “ieri sera abbiamo visto Maroni, quello bravo della Lega, che proviene dai Bastioni di Orione (vicino a Gallarate), spiegare che il suo scalone di cinque anni fa andava bene, mentre quello di Monti no. E che si doveva fare di più per l’evasione fiscale, anche. E che l’Ici alla Chiesa, insomma.

Insomma, con tutte le critiche che si possono e si devono fare, mi sembra che fra i critici si preferisca un pessimo ‘tiro al piccione‘, quando con governi ben peggiori la tendenza era di essere più lassisti e accomodanti. Vorrei quindi vedere questo ‘rigore nelle critiche’ anche quando saranno altri al governo, soprattutto da parte di quei giornali che, come Repubblica e il Giornale, oggi sono critici ma lo erano molto meno in passato quando al governo c’erano Prodi o Berlusconi.

Io spero, per dirla con Menichini [e considerando l’atteggiamento distruttivo, opportunista  e inutilmente populista di Di Pietro], che il PD continui sulla strada che sta tracciando in queste ore: anziché “insistere sul messaggio che il Pd con questo governo non c’entra nulla, che il Pd ci mette i voti in parlamento ma non la volontà né la responsabilità, infine che il Pd è già deluso e medita di staccare la spina appena possibile a un governo elettoralmente compromettente e scoperto a sinistra” [l’atteggiamento opportunista che sembrava avere fino a qualche giorno fa e che direi di lasciar volentieri ai dipietristi], confermare il proprio appoggio al governo Monti, senza se e senza ma, lavorando attivamente per migliorare i provvedimenti che verranno presentati in Parlamento, per renderli più equi e sostenibili. Questo è l’unico modo serio per aiutare il governo Monti a salvare l’Italia.

Annunci

Informazioni su ilsensocritico

La migliore qualità dell'uomo è il dubbio. Discutiamo insieme dei problemi della politica italiana
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Politica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Monti e i ricatti

  1. Pingback: Ghe pensi mi | Il senso critico

  2. Pingback: Appello per le primarie | Il senso critico

Commentate senza insultare

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...